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29.01.16 Nelle costruzioni si continua a morire di lavoro. E di non lavoro. Questa settimana dobbiamo registrare un numero impressionante di incidenti mortali, che hanno causato in tutto cinque vittime, gran parte di loro over 55. Con immenso dolore e stringendoci attorno alle famiglie e agli amici delle vittime, ricostruiamo gli incidenti facendoci aiutare dalle cronache della stampa locale:

  • L'ultimo incidente in ordine cronologico è avvenuto oggi, ad Agrigento, in un cantiere lungo Viale Cannatello, dove un operaio di 55 anni, Antonio Vitello, è morto precipitando da 18 metri. Era impegnato nella ristrutturazione di una palazzina ed è caduto da un punteggio. 
  • Ieri un falegname di 57 anni, Ugo Biagio Sozzi, è morto a Pradalunga, provincia di Bergamo. Era al lavoro in un cantiere allestito per lavori di ristrutturazione della Banca di Credito cooperativo, i suoi colleghi lo hanno visto accasciarsi al suolo, forse un infarto. Vani i tentativi di soccorso.
  • E sempre ieri, a Caselle Torinese un manutentore di 56 anni, Michele Grasso, è morto all'interno di una ditta di costruzioni edili. Stando alle prime testimonianze, Grasso avrebbe messo in moto una macchina operatrice su cui stava effettuando degli interventi. Questa si sarebbe mossa verso di lui schiacciandolo contro un`altra macchina.
  • Il 27 gennaio ad Apricena, in provincia di Foggia, è morto asfissiato Alessandro Lattuchelli, 32 anni, nei locali sotterranei della filiale della Banca Popolare di Milano. Lattuchelli era il titolare di una ditta, la New Costruzioni Srl di Lucera, impegnata nella ristrutturazione dei locali sotterranei dell’istituto, ambiente che ospita uffici ed il caveau. Al momento della tragedia, l’uomo stava lavorando con altri tre operai sull’impianto antincendio della filiale quando, per motivi ancora da accertare, si è verificata una fuga di gas inerti che non ha dato scampo all’uomo. Gli altri operai sono riusciti a mettersi in salvo risalendo al piano terra.

Infine, riportiamo per intero l’articolo del Centro, quotidiano abruzzese, che racconta oggi di un’altra tragedia, quella di un carpentiere specializzato, Antonio Velocci, 58 anni, che martedì aveva perso il lavoro e ieri si è ucciso.

 

Una vita da precario, con contratti a termine o interinali. Un carpentiere specializzato, che per 40 anni ha lavorato nei cantieri e che stavolta non ce l`ha fatta a varcare di nuovo la porta di un`agenzia del lavoro, per iscriversi nelle liste dei disoccupati. Antonio Velocci, 58 anni, si è tolto la vita ieri mattina in un campo di Civita D`Antino, in località Marinaro.

Martedì scorso era scaduto il suo contratto da operaio edile, in una ditta locale. Già il giorno seguente era andato all`ufficio di collocamento a Civitella Roveto e aveva comunicato la chiusura del rapporto di lavoro.

Ieri mattina sarebbe dovuto andare con il cognato ad Avezzano per iscriversi a un`agenzia interinale, ma a quell`appuntamento il 58enne non si è presentato. Il cognato si è insospettito e sono partite le ricerche. Dopo due ore un passante ha chiamato la famiglia. Sul posto è stato richiesto l`intervento dei carabinieri ed è arrivata una pattuglia da Capistrello, al comando del maresciallo Vincenzo Mella. E' toccato poi al maresciallo Marcello Turriziani allertare il magistrato di turno che ha avviato l`iter per la riconsegna della salma alla famiglia.

A Civita tutti conoscevano quell`uomo buono che frequentava la chiesa e che si dava da fare per la comunità. Metteva sempre a disposizione del Comune i propri mezzi, quando c`era da fare qualcosa, e lo faceva gratis. La camera ardente è stata allestita in via Genova, dove viveva con la moglie Franca. «Adorava i suoi figli e i nipotini», lo ricorda il comandante della polizia locale Maria Grazia Alfano, «una persona meravigliosa, corretta e con un senso civico non comune. Quando c`era bisogno collaborava per qualsiasi cosa». «Siamo sconvolti dalla perdita di uomo così corretto. Ha lavorato per il Comune con una borsa lavoro, era impeccabile», afferma il sindaco Sara Cicchinelli, «aveva un sorriso per tutti».

Velocci non ha lasciato biglietti, nell`auto e nemmeno a casa ma i suoi cari sapevano bene cosa lo angosciava. Era un operaio specializzato ma non aveva mai avuto un contratto fisso. Il settore dell`edilizia è uno di quelli più colpito dalla crisi economica.

«Un`altra famiglia gettata della disperazione», commenta Cristina Santella, della Fillea-Cgil, «a pochi chilometri dal cantiere più grande d`Europa ci sono operai senza lavoro. E un`assurdità. Nella provincia dell`Aquila, dove c`è una città che si sta ricostruendo, la disoccupazione è più alta che in altre province. Ci chiediamo: ma L`Aquila chi la sta ricostruendo?». Velocci lascia, oltre alla moglie, i figli Federica e Daniele. 

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