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18.01.13 “Un esempio da seguire, per il coraggio della lavoratrice e dei suoi colleghi, che non si sono fatti intimorire e ricattare” così Marinella Meschieri, segretario generale della Fillea Firenze commenta la sentenza che dà ragione ad una lavoratrice  nella causa per mobbing contro il suo capo ufficio “una storia di umiliazione, ricatti e riscatto, di quelle storie che troppo spesso noi donne siamo costrette a vivere e subire in silenzio e solitudine, soprattutto se si lavora in piccole e piccolissime aziende dove diritti e sindacato hanno difficoltà ad entrare.”


Iniziata nel 2009 con richieste inopportune,  favori e commissioni personali estranei ai doveri contrattuali, tra cui portare il cane a spasso, la vicenda ha poi avuto una escalation nelle avances sessuali, passando poi all’aggressione verbale a poi a quella fisica “tutto questo è durato più di un anno, fino a quando la lavoratrice non si è ribellata, provocando la reazione rabbiosa del suo capo” racconta Meschieri “a quel punto la lavoratrice, fortemente depressa, è andata in malattia e l’UO di Medicina del Lavoro dell’Università di Pisa le ha riconosciuto il disturbo di origine occupazionale. A quel punto la lavoratrice, che si era rivolta alla Fillea CGIL,  decise di mettere al corrente la direzione dell’azienda sui motivi della malattia. Ma l’azienda, anziché fare la cosa giusta,  decise di accanirsi sulla lavoratrice, inviandole in un primo momento un provvedimento disciplinare e poi licenziandola nel febbraio 2011 con una contestazione disciplinare per aver diffamato l’azienda ed il suo probo capo ufficio.”
Nella vicenda è stata “coinvolta la consigliera di parità  e, attraverso l'intervento dell’Ufficio Vertenze e dell'avv.Marina Capponi sì è dato  il via alla causa legale” conclude Meschieri “e ora finalmente  la condanna dell’azienda al risarcimento del danno, al pagamento delle mensilità dal giorno del licenziamento a quello della sentenza, in totale 21 mesi,  al pagamento delle spese legali e ovviamente all’immediato reintegro della lavoratrice.”

 

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