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29.01.15 "Lavorare per gli enti pubblici, e alle dipendenze di ditte aggiudicatarie dovrebbe essere una garanzia, e invece non lo è". E' amareggiato Sergio Gisca, romeno, in Italia da oltre dieci anni. "Sono sposato - racconta - padre di un bimbo di 9 anni, e ho lavorato nel 2014 nei cantieri per la ricostruzione, ma devo ancora riscuotere sette mensilità. Una vergogna - commenta - perché chi lavora deve riscuotere il compenso. Io e mia moglie siamo persone oneste, ma siamo maltrattati". Così il racconto del Resto del Carlino di Modena.
L'articolo prosegue: Gisca sta bussando da mesi a tutte le porte, ma al momento nessuna risposta. Come lui altri lavoratori. Una decina, all'incirca, assunti da una ditta appaltatrice per la ricostruzione della scuola materna Montessori di San Felice. Il titolare, dopo duri contrasti con la ditta appaltante, sarebbe sparito nel nulla, e i lavoratori sono rimasti senza stipendio, con solo qualche acconto. Una vertenza che si trascina, e che neppure il tavolo di trattativa voluto da Fillea Cgil, al quale ha partecipato il Comune, ha risolto. «E' un problema di filiera, sempre più frequente soprattutto nel settore edile. Un problema nazionale - sottolinea Mauro Bretta di Fillea Cgil - ma che nei centri del cratere produce una ricaduta negativa ancora più accentuata sui lavoratori. Le aziende edili -continua Bretta - aggiudicatarie delle gare d'appalto per i lavori di ricostruzione, subappaltano i lavori a piccole imprese e accade, sempre più spesso che l'azienda appaltatrice finiti i lavori sparisca nel nulla, per contrasti con la ditta appaltante, senza pagare i lavoratori. Va poi aggiunto che le aziende - spiega il sindacalista - che ricevono í lavori in appalto non sono controllate a differenza delle viri-citrici degli appalti». La ditta 'Italiana Lavori e Bonifica' di Parma, subappaltatrice, non avrebbe riscosso quanto dovuto dalla subappaltante, la Manutenzione Generali Reggiani. «Il titolare - precisa Bretta - è in trovabile ed è per questo che, vista la lite tra le due aziende, abbiamo chiesto al Comune, committente dei lavori, di sostituirsi in solido all'impresa. Anziché pagare la ditta - chiosa Fillea Cgil - paghi i muratori». Ma il Comune pare non sentirci. I lavori per la scuola materna ammontano a circa 700mila euro, di cui 223mila finanziati dalla Regione e 476mila dal Comune. «Siamo creditori di 80mila euro», ha fatto sapere un rappresentante dell'azienda appaltatrice. Un gatto che si morde la coda, e intanto gli operai sono esasperati e il Comune, interpellato, tace.

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