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Riforma del codice, rischio mani libere sugli appalti. Genovesi: è una delega in bianco al governo, può succedere di tutto. Leggi l' articolo di Carlo Di Foggia sul Fatto Quotidiano.                                              

 

Cantieri, rischi di mani libere sugli appalti e addio alle gare

I tempi non saranno brevi e il testo, per ora, è una cambiale in bianco al governo. Ma una prima lettura della legge delega di riforma del codice degli appalti e l`aria che tira (in Parlamento, per dire, è appena stata approvata la richiesta di commissariare altre opere col "modello Genova", dopo le 102 già fatte) lascia intuire il rischio: uno "sblocca cantieri" permanente, dopo i provvedimenti che in questi anni hanno picconato il codice appalti del 2016. Il testo, 4 pagine, approvato ai primi di luglio, lunedì è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato e a se Itembre dovrebbe andare in Parlamento. Nel Piano di ripresa nazionale (Pnrr), il governo si è impegnato a presentarlo entro fine anno e ad approvare i decreti attuativi - con le norme vere e proprie - entro giugno 2022, ma vuole accelerare. La riforma arriva dopo il dl Semplificazioni di maggio, che dà ai progetti del Pnrr fino al 2026 una corsia preferenziale fatta di tempi dimezzati, autocertificazioni in deroga, autorizzazioni veloci (fast track) e silenzio-assenso potenziato nell`idea che la ripresa passi dai cantieri, che qualche forza oscura nella burocrazia frena.

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"Così com`è scritta, la riforma è una delega in bianco al governo - spiega Alessandro Genovesi della Fillea Cgil -. Questo è pericoloso, perché non si fissano dei paletti e può succedere di tutto. Per esempio, si chiede à governo di prevedere come `facoltà` o `obbligo` per le stazioni appaltanti una serie di clausole sociali a tutela dei lavoratori. Ma non ci può essere ambiguità. Unavera riforma non si fa così". Vale la pena di ricordare che ieri, nel suo rapporto sullo Stato di diritto, la Commissione Ue ha bocciato alcune norme del dl Semplificazioni del governo Conte-2, perché "rischiano di aumentare la corruzione". Norme prorogate fino al 2026 dal Semplificazioni di Draghi, che è uno "sblocca cantieri" all`ennesima potenza. Ora tocca alla legge delega.

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