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Due lavoratori muoiono in un cantiere a Como, uccisi dal monossido di carbonio nel container dove dormivano. Genovesi: subito aggravante per omicidio sul lavoro.                            

Si chiamavano Said e Samir, avevano 25 e 29 anni, sono morti di notte, mentre dormivano nella baracca del cantiere della villa che stavano costruendo sul lago di Como.
“Occorrerà come sempre aspettare l’esito delle indagini da parte degli organismi preposti ma una cosa è chiara: morire in baracca, magari dopo 12 - 14 ore di cantiere, dormendo forse in condizioni terribili e dovendo arrangiarsi per riscaldarsi, non è degno di nessun paese civile" è quanto afferma Alessandro Genovesi, che chiede ancora una volta di  introdurre il reato di omicidio sul lavoro "un’aggravante specifica che consenta una volta per tutte di punire i colpevoli, mandandoli in carcere e permettendo il sequestro e la confisca dei loro beni."

"Stiamo assistendo ad una vera e propria mattanza quotidiana nei cantieri, in particolare in quelli privati, con catene infinite di subappalti  - prosegue Genovesi - con squadre di cottimisti, lavoratori bisognosi, più facilmente ricattabili, che lavorano fianco a fianco spesso senza neanche conoscersi, senza formazione, senza limiti di orari,  spesso senza contratto o totalmente a nero."

Dalla Fillea poi le proposte "serve potenziare il presidio del territorio, servono norme più severe e strumenti più efficaci a partire dalle richieste avanzate unitariamente dai sindacati lombardi su obblighi di timbratura, le verifiche incrociate con le Casse Edili, ecc. ma serve anche una seria stretta sulle sanzioni e sulle pene per chi è colpevole di omicidio sul lavoro."

Anche dalle strutture territoriali Fillea Filca Feneal e Cgil Cisl Uil la richiesta di un intervento urgente per rafforzare controlli, vigilanza e formazione, ricordando i dati dello scorso anno "in tutta Italia, le ispezioni hanno evidenziato irregolarità per il 69% delle aziende controllate. Per salute e sicurezza sul lavoro si arriva al 77% d’irregolarità. E questo con una quantità di organi di controllo e vigilanza ridicola per 1.600.000 imprese."

I sindacati lombardi poi chiedono "che sia al più presto varata una legge che preveda l’obbligo della timbratura dell’orario di lavoro in cantiere e la corrispondenza tra le ore lavorate e dichiarate in Cassa edile, come richiesto unitariamente dal 2020 al presidente Attilio Fontana. Ed il 22 settembre previsto un  presidio davanti alla Prefettura di Como.

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