LE NOTIZIE DEL SETTORE
REFERENDUM GIUSTIZIA, DI FRANCO: TRA BLUFF E PROPAGANDA
Il bluff e la propaganda del governo su una riforma che riguarda in realtà solo la separazione delle carriere di una decina di magistrati, a fronte di un Paese che ogni anno registra più di mille morti sul lavoro ancora in attesa di giustizia
ACCORDO EDILIZIA: SOSTEGNO CASA, STUDIO E SALUTE
Nel corso del biennio 2026-2027 verranno utilizzati 30 milioni di euro a valere sulle risorse accantonate sul Fondo Nazionale Prepensionamento presso la Cnce per erogare prestazioni prestazioni straordinarie rivolte agli operai edili.
STRAGE ESSELUNGA, DUE ANNI DOPO
Due anni fa la strage di via Mariti, cantiere Esselunga. La vedova: "No al supermercato, faremmo la spesa sui morti"
A due anni dalla strage sul lavoro di via Mariti, la Cgil e la Fillea tornano a chiedere giustizia per le vittime e “un cambio di passo reale sulle politiche per la sicurezza sul lavoro”. Questa mattina, 16 febbraio, il sindacato ha partecipato alle commemorazioni istituzionali, ribadendo che la memoria non può restare solo simbolica.
Il 16 febbraio del 2024 nel cantiere dell’Esselunga in via Mariti a Firenze cinque lavoratori, travolti dal crollo di una trave prefabbricata in cemento armato, morirono: Luigi Coclite, 59 anni, Mohamed Toukabri, 54, Mohamed El Farhane, 24, Taoufik Haidar, 45, e Bouzekri Rahimi, 56. La strage di via Mariti “rimane una ferita aperta nella nostra città, momenti come questi parlano da soli. Abbiamo deciso di mantenere un momento di silenzio, di attenzione, di ricordo e di rispetto verso tutti i familiari, alcuni di loro sono qui con noi e li ringrazio”, ha detto questa mattina la sindaca di Firenze Sara Funaro a margine della cerimonia di commemorazione
“I numeri confermano che non c’è stata alcuna svolta – scrivono Bernardo Marasco, segretario generale Cgil Firenze, e Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea Cgil Firenze –. Nonostante i provvedimenti annunciati dopo la tragedia, gli infortuni sul lavoro continuano a essere una piaga”. In provincia di Firenze, tra il 2023 e il 2024, gli infortuni sono aumentati e quelli mortali sono passati da 4 a 10. In aumento soprattutto gli incidenti che coinvolgono lavoratori migranti (+6% in provincia, +3% in Toscana). Il trend prosegue nel 2025, con un +4% di infortuni totali in Toscana nel settore delle costruzioni. “Resta irrisolto il nodo delle catene di appalti e subappalti, emerso drammaticamente con via Mariti” I sindacalisti criticano anche la cosiddetta “patente a crediti”: “non ha garantito una vera qualificazione delle imprese. I requisiti – scrivono – sono autocertificati e le patenti rilasciate risultano molte meno di quelle stimate. Nel frattempo si assottigliano i controlli: il decreto semplificazioni prevede l’obbligo di preavviso di dieci giorni per le ispezioni e limita i controlli successivi in caso di esito positivo. Resta irrisolto il nodo delle catene di appalti e subappalti, emerso drammaticamente con via Mariti: serviva vietare i subappalti a cascata e qualificare davvero imprese e lavoro, ma nulla è stato fatto”. Infine il tema della giustizia: “processi lunghi e famiglie lasciate sole – è l’amara sintesi di Marasco e Bartoli –. Serve una Procura nazionale del lavoro e il gratuito patrocinio per le vittime e i loro familiari. Anche per questo sosteniamo il No al referendum del 22-23 marzo. A due anni dalla strage di via Mariti non bastano i soliti annunci del governo. Servono controlli veri, formazione seria, regole stringenti sugli appalti e tempi certi nei processi. La vita delle persone non è un costo d’impresa”.
MIGRANTI, TORNA IL COORDIMENTO DELLA FILLEA CGIL
Al Centro Congressi Frentani grazie al supporto di 60 delegati, delegate, funzionari e funzionarie riprendono i lavori del coordinamento migranti
NISCEMI, DISASTRO INFRASTRUTTURALE
“Ciclone Harry smaschera anni di inerzia: è fallimento infrastrutturale. Sicilia orientale paralizzata, imprese e lavoratori pagano il conto” Palermo, 29 gennaio 2025 - “Ciclone Harry, la situazione che si è determinatasi a seguito del danneggiamento della già insufficiente rete stradale e, soprattutto, dell’interruzione del traffico ferroviario nella Sicilia orientale, sta producendo effetti gravi e immediati sull’economia regionale e rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi, colpendo in modo trasversale interi comparti produttivi”. Così Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che spiega: “Le difficoltà nei collegamenti stanno determinando un inevitabile aumento dei costi di approvvigionamento per le imprese dell’Isola. Il passaggio forzato e improvviso dal trasporto su ferro a quello su gomma, in assenza di valide alternative infrastrutturali, rappresenta un pesante aggravio economico, che ricade in particolare sulla Sicilia orientale, dove si concentrano le principali zone industriali e i più importanti poli produttivi strategici per l’economia regionale. E questa condizione - ancora Pistorio - rischia di compromettere seriamente la competitività delle imprese siciliane, già penalizzate da storici ritardi infrastrutturali, e di produrre effetti diretti e rilevanti sull’occupazione. Le cosiddette economie trainanti della Sicilia orientale rischiano infatti di trasformarsi rapidamente in aree di crisi, con conseguenze pesanti sull’intero tessuto produttivo regionale. Particolarmente critica è la questione del trasferimento delle merci e dei manufatti siciliani verso i mercati del continente. L’aumento dei costi logistici e i rallentamenti nei collegamenti rischiano di isolare ulteriormente la Sicilia, rendendo meno competitivi i prodotti dell’Isola e scaricando su imprese e lavoratori il prezzo di inefficienze infrastrutturali, che non possono più essere considerate eventi straordinari, ma il risultato di anni di mancata programmazione e di investimenti insufficienti”.